AOI_Cooperazione e solidarietà internazionale

Delegazione italiana al valico di Rafah

Nell'ambito della campagna #EmergenzaGaza, in collaborazione con Amnesty International Italia, ARCI e Assopace Palestina, l'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Rete AOI) ha organizzato una delegazione di operatori e operatrici umanitari.

Dal 3 al 6 Marzo, una delegazione di operatori e operatrici umanitari, 15 parlamentari, 13, giornaliste e giornaliste, accademici ed esperte di diritto internazionale sarà in Egitto per raggiungere il valico di Rafah.

L’appello della delegazione è per il cessate il fuoco immediato, perché riprenda l’azione diplomatica  internazionale, sotto la regia delle Nazioni Unite. La delegazione sostiene con determinazione la richiesta delle organizzazioni umanitarie e della Corte Internazionale di Giustizia, perché si consenta l’ingresso degli aiuti e l’operato umanitario. Obiettivo della delegazione italiana è quello di testimoniare la vicinanza alla popolazione di Gaza sotto assedio e dimostrare che è possibile fare qualcosa di concreto.

Alfio Nicotra, AOI: “Partiamo per Rafah perché non possiamo stare con le mani in mano mentre si sta consumando questa ecatombe di bambini e bambine a cui si sta sottraendo tutto: la vita, il gioco, l’istruzione, la salute, il diritto al futuro. La nostra campagna #ErmergenzaGaza ha raccolto centinaia di piccole donazioni individuali e collettive segno che la società civile italiana si sente coinvolta dalla tragedia del popolo palestinese. Partiamo anche per essere vicini ai nostri colleghi delle Ong,  agli operatori umanitari, sanitari e  ai giornalisti che ogni giorno vengono assassinati e fatti target dai cecchini e dai bombardamenti. Il Governo italiano e quelli della Ue devono chiedere ed agire per il cessate il fuoco. Occorre impedire che si concretizzi il piano di espulsione dalla propria terra di oltre due milioni di palestinesi.”

Le realtà promotrici invitano il governo italiano ad agire perché il cessate il fuoco sia permanente e si fermi il massacro in atto, sospendendo l’acritico sostegno alla politica del governo israeliano, che lo rende complice della tragedia in atto. Il governo e il Parlamento devono fare tutto ciò che è in loro potere per prevenire ulteriori offensive militari e creare un ambiente favorevole ai negoziati e al dialogo: in questo quadro va affrontata anche la questione del rilascio degli ostaggi israeliani. Deve essere garantita ai civili, coloro che pagano sempre il prezzo più alto nei conflitti, la protezione da minacce e violazioni del diritto umanitario internazionale.

Leggi tutto il comunicato stampa qui.

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